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Riproduzione digitale della p. 25 delle Rime di Carducci (San Miniato, Ristori, 1857).
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Riproduzione digitale della p. [1] delle Rime di Carducci (San Miniato, Ristori, 1857).
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Riproduzione digitale dell’epigrafe conclusiva delle Rime di Carducci (San Miniato, Ristori, 1857).
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Riproduzione digitale della dedica delle Rime di Carducci (San Miniato, Ristori, 1857).
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Riproduzione digitale dell’epigrafe iniziale delle Rime di Carducci (San Miniato, Ristori, 1857).
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Riproduzione digitale dell’indice delle Rime di Carducci (San Miniato, Ristori, 1857).
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Riproduzione digitale del frontespizio delle Rime di Carducci (San Miniato, Ristori, 1857).
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Comune della Toscana, in provincia di Pisa. Carducci vi visse tra il 1856 e il 1857 e vi pubblicò la sua prima raccolta poetica, le Rime.
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Fu un filologo, lessicografo ed editore di testi antichi, tra i maggiori studiosi della lingua italiana dell'Ottocento. Bibliotecario della Biblioteca Marucelliana di Firenze dal 1859, dedicò gran parte della sua attività alla lessicografia e alla riflessione sulla questione della lingua, compilando importanti vocabolari e promuovendo una concezione puristica dell'italiano, pur distinta sia dalle posizioni della Crusca sia da quelle manzoniane. Curò inoltre numerose edizioni di testi della tradizione letteraria italiana e fu un vivace polemista nel dibattito linguistico del suo tempo.
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Volume polemico pubblicato nel 1856 dagli Amici pedanti in risposta alle reazioni suscitate dalla Diceria di Giuseppe Torquato Gargani. Il testo comprende la Risposta ai giornalisti fiorentini di Gargani, accompagnata dalle annotazioni degli Amici pedanti (Giosue Carducci, Giuseppe Chiarini, Giuseppe Torquato Gargani e Ottaviano Targioni Tozzetti). Il frontespizio reca la dicitura «A spese degli Amici pedanti» in luogo dell'editore, mentre l'occhietto presenta il solo titolo Giunta alla derrata.
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Gruppo letterario nato nel 1856 in polemica con il romanticismo. I membri sostenevano un ideale di classicismo, purismo linguistico e rigoroso culto della tradizione letteraria italiana, facendo dell'epiteto di «pedanti» un titolo rivendicato con orgoglio.
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Raccolta poetica di Braccio Bracci pubblicata a Livorno nel 1856. L'opera fu al centro della celebre polemica letteraria promossa dagli Amici pedanti, che presero spunto dalla sua pubblicazione per criticare la poesia romantica e contemporanea. La controversia diede origine alla Diceria di Giuseppe Torquato Gargani e, successivamente, alla Giunta alla derrata, segnando una tappa significativa nella formazione culturale e letteraria del giovane Giosue Carducci.
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Copia della dedicatoria a Enrico Nencioni destinata alla raccolta "Memorie e versi", progettata da Carducci ma rimasta inedita. Il manoscritto è autografo del fratello Dante.
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Carta recante appunti autografi di Carducci che attestano l'esistenza di una raccolta poetica "Voce de l'Anima" da lui progettata ma rimasta inedita.
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Bozza di stampa con correzioni di Ugo Antonio Amico del sonetto "Deh, chi mi torna a voi, cime tirrene", per Carducci, Levia Gravia (Pistoia, Tipografia Niccolai e Quarteroni, 1868). Il componimento era stato precedentemente pubblicato nelle Rime (San Miniato, Ristori, 1857, p. 20) con il titolo "Desiderio di quiete".
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Stesura in pulito autografa di Carducci del sonetto A Giuseppe Parini, pubblicato nelle Rime (San Miniato, Ristori, 1857, p. 9). La poesia fu poi pubblicata con il titolo definitivo Giuseppe Parini.
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Prima stesura autografa della canzone Dante, poi confluita nelle Rime (San Miniato, Ristori, 1857, pp. 33–42).
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Camicia autografa di Carducci relativa al sonetto A Felice Tribolati avvocato (poi A F. T.).
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Casa in cui Carducci visse dal 1890 al 1907. Oggi è un istituto culturale che conserva la biblioteca e l'archivio Carducci, promuovendone lo studio e la valorizzazione. È sede della Commissione per i Testi di Lingua, del Museo civico del Risorgimento e dell'Edizione Nazionale delle Opere di Giosue Carducci. Costituisce una sezione speciale della Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio.