Il primo Carducci: le "Rime" di San Miniato (Ristori, 1857)
4.1 Guida all’opera
Le Rime pubblicate a San Miniato nel 1857 comprendono 38 poesie in totale: 25 sonetti e 13 canti (l’ultimo dei quali è diviso in tre parti). Seguendo un criterio basato sulla forma dei testi, Carducci organizza il libro in due sezioni distinte, una dedicata ai Sonetti e una ai Canti.
Si tratta di poesie giovanili, nelle quali però si possono già riconoscere alcuni tratti che caratterizzeranno tutta la produzione futura di Carducci: l’amore per gli autori classici, la grande attenzione alla forma poetica e l’interesse per temi importanti come l’amore, il dolore, l’amicizia, la patria e la natura. Proprio questi elementi fanno delle Rime un chiaro esempio del classicismo carducciano, che si oppone al Romanticismo allora diffuso: Carducci rifiuta l’eccesso di sentimentalismo e di vaghezza romantica e sceglie invece una poesia ordinata, rigorosa e ispirata ai modelli della tradizione antica.
Allo stesso tempo, le Rime mostrano un poeta ancora in fase di ricerca, che sperimenta stili e soluzioni diverse. Carducci ripensa più volte a queste poesie, sia prima della pubblicazione, come dimostrano i manoscritti conservati a Bologna, sia dopo il 1857, modificandole e spostandole in altre raccolte successive, da Levia Gravia a Juvenilia. Questo continuo lavoro di revisione dimostra quanto Carducci fosse già molto attento alla qualità della scrittura e fa delle Rime un testo importante per capire come nasce e si forma la sua identità di poeta.
