Pietro Bembo e le "Prose della volgar lingua"

2.1 Le Prose: edizioni a confronto

Le vicenda editoriale delle Prose si snoda attraverso tre edizioni: la princeps, pubblicata nel 1525 presso l’editore veneziano Giovanni Tacuino, l’edizione Marcolini (Venezia 1538) e, infine, la terza e ultima edizione, pubblicata a Firenze nel 1549, presso Lorenzo Torrentino

Caratteristiche delle edizioni a stampa

L’edizione Marcolini presenta caratteristiche materiali ed elementi paratestuali che la distinguono dall'edizione Tacuino e dall'edizione Torrentino. La scelta del corsivo e la presenza del frontespizio xilografico sono elementi distintivi della seconda edizione delle Prose.

La princeps è un elegante in-folio, in carattere romano, di gusto tipicamente umanistico. Il volume, per volontà di Bembo – attento alla realizzazione dell’edizione nei minimi particolari (cfr. Bembo 2001) – è privo di frontespizio e il titolo dell’opera è stampato sul verso della prima carta.  L’alternanza nella collocazione degli ordinali nella denominazione dei libri [Primo Libro; Libro Secondo; Terzo Libro], che si può osservare anche in questa copia delle Prose, è già presente nella prima edizione (cfr. Patota 2017, p. 46). Nonostante la concessione dei privilegi, un’edizione contraffatta delle Prose uscirà a Venezia nello stesso anno (Bembo 2001, pp. LVII-LXIV): la postilla con cui, su invito di Bembo, viene corretto l’errore alla carta 41r (cfr. Bembo 2001 per cartulazione) – visibile anche sulla copia conservata presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e disponibile su Internet Archive – sarà determinante, insieme ad altri elementi testuali e materiali, per individuare le copie originali della princeps.

L’edizione Torrentino, progettata, dopo la morte di Bembo, dal figlio Torquato, Carlo Gualteruzzi e Girolamo Querini, ripristina le caratteristiche paratestuali della princeps, mantenendo, però, il formato in-quarto (vd., per esempio, la copia conservata presso la Biblioteca Statale di Cremona e disponibile su Google Books). Tuttavia, la storia redazionale della terza edizione delle Prose è complicata dalle varianti di stato dovute a Benedetto Varchi, studiate nel dettaglio da Antonio Sorella (Sorella 2001). Alcune delle varianti, introdotte a impressione avviata, riguardano il paratesto: esiste, infatti, un’edizione con frontespizio che, in modo simile alla marcoliniana, presenta un titolo abbreviato e, al centro della pagina, lo stemma mediceo, come si può vedere dalla copia conservata presso la Bayerische Staatsbibliothek di Monaco. Dal punto di vista grafico, la torrentiniana si riavvicina alla princeps per quanto riguarda la scelta del carattere, ma introduce usi paragrafematici estranei ad entrambe le edizioni precedenti (per esempio, la legatura di et (&)).

Breve storia delle Prose

La vicenda editoriale delle Prose si snoda attraverso le tre edizioni a stampa menzionate: Tacuino, Marcolini e Torrentino. L'elaborazione che precede la prima pubblicazione è documentata da un testimone manoscritto, il Vaticano latino 3210, conservato presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, che attesta un testo vicino a quello della princeps, ma anteriore a esso, all’interno del quale sono stati ricostruiti diversi strati elaborativi (cfr. Bembo 2001, Tavosanis 2002).

Nella storia delle Prose, la princeps assume un ruolo fondamentale, perché è sul suo testo che Bembo inserisce le correzioni che confluiranno nelle edizioni successive. Il ritrovamento di una copia della princeps, con le postille autografe dell’autore, studiata da Fabio Massimo Bertolo, Marco Cursi e Carlo Pulsoni, oltre a essere rilevante per lo studio degli interventi varchiani sulla terza edizione, che agiscono anche a livello testuale, ha permesso di ricostruire il testo delle Prose secondo l’ultima volontà dell’autore. Lo studio, infatti, rende conto di tutti gli interventi introdotti nella seconda e nella terza edizione dell’opera rintracciabili sul volume usato da Bembo come copia di lavoro per l'allestimento delle edizioni successive. (Bertolo-Cursi-Pulsoni 2018).

Un quadro complessivo delle varianti che intercorrono tra la prima e la terza edizione era già ricavabile dall’edizione curata da Dionisotti, che, pur non essendo un’edizione critica, indica in nota i passi corretti, espunti o aggiunti nelle tre edizioni delle Prose. Per quanto riguarda l’edizione Marcolini, gli interventi correttori riguardano in particolare il Terzo Libro e consistono soprattutto in aggiunte: in alcuni casi si tratta dell’elaborazione di nuove indicazioni (per esempio, sui pronomi atoni di terza persona singolare in 3 XIII o sull’utilizzo della negazione in 3 LXI), ma, più spesso, Bembo introduce nuovi riscontri testuali, incrementando le citazioni da Petrarca, Boccaccio e Dante, tendenza inaugurata dalla seconda edizione e ancora più presente nella terza, come conferma il più recente studio dedicato al postillato delle Prose (Bertolo-Cursi-Pulsoni 2018, pp. 177-79).