Il primo Carducci: le "Rime" di San Miniato (Ristori, 1857)
3.8 Smontare (e rimontare) il libro: laboratorio digitale
Il livello intermedio si conclude con un laboratorio che invita lo studente a mettere in pratica, in forma attiva e consapevole, le conoscenze acquisite nei punti precedenti (§§ 3.1-3.7).
Smontare il libro significa leggere le Rime di San Miniato come un testo costruito passo dopo passo, risultato di scelte linguistiche, formali e ideologiche ben precise; rimontarlo vuol dire intervenire criticamente su quelle scelte, per comprenderne al meglio il funzionamento.
Il laboratorio si basa quindi sull’uso di strumenti digitali e prevede più attività da realizzare a coppie, che mirano a sviluppare una competenza critica attiva: comprendere che la poesia è il risultato di decisioni storiche, linguistiche e formali e che il testo vive nel tempo (anche in forme digitali o digitalizzate).
Attività 1 – Annotare il testo
Sfogliando l'edizione digitalizzata delle Rime (§ 1), si invita a una prima lettura libera e continua della raccolta. L’obiettivo è intercettare ciò che ‘stride’, sorprende o risulta poco chiaro. Durante la lettura, gli studenti dovranno segnare e annotare:
- parole o espressioni che non conoscono;
- termini che appaiono arcaici, insoliti o lontani dall’italiano d’uso;
- formule che sembrano “alte”, artificiali o fortemente letterarie.
Per ciascun termine o espressione individuata, si chiede di:
- trascrivere la parola o il verso;
- cercarne il significato utilizzando strumenti lessicografici online affidabili, in particolare:
- annotare brevemente il significato trovato, segnalando se si tratta di un uso arcaico, letterario o specialistico;
Non è richiesto di annotare tutto il testo: bastano 5-10 parole o espressioni, scelte liberamente durante lo sfoglio.
Attività 2 – Riscrivere il testo
A partire dal sonetto A un cavallo (Rime, XVII) si propone un esercizio di riscrittura volto a riflettere sul rapporto tra lingua e funzione poetica.
Dopo aver letto il sonetto e la sua parafrasi, lo studente è invitato a trasformarne il contenuto in una forma non poetica, mantenendo però intatti i nuclei di senso fondamentali del testo.
| A un cavallo | ||
| 1 | Viva, o prode corsiero! a te la palma | Viva, o valoroso cavallo da corsa! A te la palma della vittoria e a te l’applauso dello stadio pieno di spettatori! Colui che ti ha definito corpo vile e privo di intelligenza mente a se stesso, illudendosi di essere superiore a te. |
| 2 | E ’l plauso a te de ’l circolo frequente! | |
| 3 | L’uom, che te bruta disse ignobil salma, | |
| 4 | Per te lo giuro, a sé adulando ei mente. | |
| 5 | Fuor de ’l corpo tuo bello oh come l’alma | Fuori dal tuo splendido corpo, quanto brillava l’anima mentre correvi ardente verso la vittoria! Ora ti riposi; e nella tua elegante calma guardi con fierezza i puledri inglesi sconfitti. |
| 6 | Splendea ne ’l corso a la vittoria ardente! | |
| 7 | Or posi; e guardi in tua leggiadra calma | |
| 8 | I vinti angli polledri alteramente. | |
| 9 | E vinto avresti quei famosi tanto, | E avresti vinto anche quei cavalli tanto celebri [Xanto e Balio, i cavalli di Achille], quelli che l’auriga Automedonte aggiogava al carro e che Achille (il Pelide) spronava sulle rive del fiume Scamandro [fiume di Troia]. |
| 10 | Quei che immortali Automedon giugnea | |
| 11 | E sferzava il Pelide in ripa a Csanto. | |
| 12 | Deh, ché non ferve a te l'arena elea? | Deh, perché l’arena olimpica di Elide non freme per te? E perché un canto degno di quello, quasi divino, di Pindaro non ti accompagna lungo le acque del fiume Alfeo? |
| 13 | E de ’l pari-a-gl'iddii Pindaro il canto | |
| 14 | Ché non ti segue là su l’onda alfea? |
Riscrivi quindi il contenuto del sonetto scegliendo uno solo dei seguenti registri:
- una breve cronaca sportiva moderna (come se il cavallo avesse appena vinto una gara importante);
- una descrizione narrativa in prosa;
- un messaggio da spettatore dopo la gara (ad esempio un messaggio WhatsApp).
La riscrittura deve conservare i contenuti essenziali del sonetto (elogio del cavallo, vittoria, superiorità sugli avversari, confronto con i modelli eroici del passato); utilizzare un italiano semplice e contemporaneo; non superare le 10-12 righe di testo.
Attività 3 – Restituire il lavoro: prodotto digitale
Le attività precedenti hanno mostrato come le Rime di San Miniato funzionino sul piano della lingua (Attività 1) e della riscrittura del contenuto (Attività 2). In questa fase finale si chiede di riflettere criticamente sul libro nel suo insieme.
A partire dal lavoro svolto, ogni coppia di studenti è invitata a rispondere alla seguente domanda: quali elementi rendono questo libro ‘difficile’ o distante per un lettore di oggi?
La risposta dovrà fare riferimento ad almeno un esempio linguistico emerso durante l’annotazione; all’esperienza di riscrittura svolta a partire dal sonetto A un cavallo; a una valutazione motivata, non solo descrittiva.
La restituzione del lavoro può avvenire in una delle seguenti forme:
- un breve video (max 2 minuti), registrato con lo smartphone, in cui gli studenti espongono oralmente la loro risposta;
- una breve presentazione digitale (4-5 slide), realizzata con strumenti come PowerPoint, Canva o Google Slides.
In entrambi i casi, il prodotto finale deve esprimere una presa di posizione critica consapevole, mostrando la capacità di riflettere sul testo alla luce della distanza storica e culturale che lo separa dal presente.