Il primo Carducci: le "Rime" di San Miniato (Ristori, 1857)
2.10 Dopo le Rime di San Miniato
Fra l’edizione delle Rime di San Miniato (1857), prima raccolta poetica di Carducci, e l’uscita dei Levia Gravia, seconda silloge pubblicata nel 1868 con l’eteronimo Enotrio Romano, intercorrono ben undici anni. Nel frattempo, cambiano molte cose: nel 1860 Carducci lascia la Toscana per Bologna, dove diventa professore di eloquenza all’Alma Mater (cattedra che era stata prima offerta – ironia della sorte – a Prati), e avvia un’intensa attività di studio, pubblicando saggi e edizioni di grande rilievo dedicate agli autori maggiori della tradizione letteraria italiana (cfr. Capovilla 1994, pp. 10-14).
In questo arco di tempo, le Rime cessano di esistere come raccolta autonoma – non verranno infatti mai più pubblicate come libro unitario – e molti dei componimenti vengono via via ridistribuiti all’interno delle sillogi successive (cfr. Castellani 2007, pp. 232-289). In particolare, in Levia Gravia del 1868 – raccolta di 75 componimenti in 4 libri – confluiscono 23 dei Sonetti e 10 dei Canti di R57, spesso senza intitolazione e talora profondamenti modificati. Alcuni interventi risultano particolarmente significativi: l’ode A una sposa viene trasformata nelle Nozze. Idillio. A G. B. G. (da J81 in avanti, Le nozze), mentre due canti distinti, La bellezza ideale e l’Ultimo inganno, vengono fusi a formare il poemetto Duro, marchese, allor che della vita (da P71, Poeti di parte bianca). Restano esclusi da Levia Gravia alcuni testi di rilievo di R57: i sonetti A Vincenzio Monti e Al Conte Terenzio Mamiani; la canzone Dante; la lauda Per la processione del Corpus-Domini; e il poemetto in tre parti Saggio di un canto alle Muse.
Nel 1871, con l’editore Barbèra, Carducci pubblica le Poesie, articolate in tre sezioni: Decennalia, Levia Gravia e Juvenilia. Nella sezione Levia Gravia compaiono solamente 5 componimenti (su 44 totali distribuiti in 4 sezioni) riconducibili a testi pubblicati in R57 (e, per altro, tutti già presenti in LG68). Juvenilia ospita invece 38 componimenti giovanili organizzati in 3 libri: in particolare, da R57 Carducci preleva ben 27 componimenti (già LG68) e ricava da due canti delle Rime (Dante e Saggio di un canto alle Muse) quattro nuove poesie (Prometeo, Dante, La selva primitiva e Omero).
Con la seconda edizione delle Poesie (1875), Carducci riorganizza ulteriormente il materiale: Juvenilia viene posta in apertura (ora in 4 libri per un totale di 43 componimenti), seguita da Levia Gravia (43 testi in 4 libri) e dai Decennalia. La terza edizione del 1878 non introduce modifiche sostanziali.
Un passaggio decisivo si ha nel 1880, quando Carducci – forse su sollecitazione dall’editore bolognese Zanichelli – si decide a pubblicare Juvenilia come raccolta autonoma. Il numero dei testi sale a 85, distribuiti in 6 libri. Recupera, in particolare, 3 componimenti da R57 (già in LG68 e nelle Poesie, sezione Levia Gravia) e il sonetto A Vincenzio Monti, pubblicandolo con il titolo Ancora a Vincenzo Monti.
Nel 1881 è la volta di Levia Gravia, che recupera una fisionomia autonoma: 30 componimenti in 3 libri. In questa nuova configurazione restano soltanto due testi riconducibili a R57, Le nozze e Poeti di parte bianca.
Le sistemazioni dell’80 e dell’81 vengono infine superate nel 1891 con il VI volume delle Opere di Carducci. Qui Juvenilia, nella forma ne varietur, compare assieme a Levia Gravia. Juvenilia mantiene la partizione in 6 libri, ma sale a 100 il numero dei componimenti. Fra i testi aggiunti, due provengono da R57 (dopo questa, mai più ristampati): il sonetto Al Conte Terenzio Mamiani della Rovere (ora pubblicato con il titolo A Terenzio Mamiani) e la lauda Per la processione del Corpus-Domini (ora Lauda spirituale). Nella nuova veste, Levia Gravia conserva invece il numero delle liriche, pur perdendone alcune ed accogliendone altre, ma presenta una nuova disposizione in 2 libri, stabilizzata poi nell’edizione definitiva delle Poesie del 1901 (cfr. infra).
È possibile, a questo punto, mettere a sistema le informazioni sinora raccolte. Tutti i Sonetti delle Rime del 1857 sopravvivono oggi in Juvenilia, collocati nel primo o nel terzo libro. I Canti conoscono invece una sorte più articolata: otto confluiscono in Juvenilia (secondo o quarto libro) con un nuovo titolo; due vengono scissi in coppie di componimenti poi accolti sempre in Juvenilia; uno, profondamente rimaneggiato, passa in Levia Gravia; due vengono fusi in un unico poemetto ancora in Levia Gravia.
Le Rime di San Miniato, dunque, scompaiono come libro, ma non come esperienza poetica: disperse, rifuse, riorganizzate, continuano a vivere all’interno del sistema carducciano come documento essenziale della formazione dell’autore. La loro importanza non risiede tanto in un valore compiutamente estetico, quanto nella funzione storica e genetica che esse svolgono: laboratorio di forme, metri e temi destinati a essere ripensati e superati, ma mai rinnegati. Tale mobilità testimonia uno spiccato dinamismo della memoria interna, grazie al quale singole immagini e parole riappaiono, variate, in testi diversi, assicurando una continuità genetica pur nella discontinuità delle forme.
I Sonetti
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R57 |
J91 |
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A Giuseppe Chiarini |
A G.C. – 2 |
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A Felice Tribolati avvocato |
A F. T. – III 38 |
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Per una giovinetta |
s.t. – I 6 |
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Ad essa giovinetta |
s.t. – I 7 |
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Morte ed amore |
s.t. – I 5 |
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A Enrico Nencioni |
s.t. – I 9 |
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A Pietro Metastasio |
Pietro Metastasio – III 41 |
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A Carlo Goldoni |
Carlo Goldoni – III 42 |
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A Giuseppe Parini |
Giuseppe Parini – III 40 |
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Al sepolcro di Vittorio Alfieri |
Vittorio Alfieri – III 43 |
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A Vincenzio Monti |
Ancora Vincenzo Monti – III 45 |
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A Giovanni Battista Niccolini |
Giovanni Battista Niccolini – III 46 |
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Al Conte Terenzio Mamiani della Rovere |
A Terenzio Mamiani – III 48 |
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Per la mia donna |
s.t. – I 10 |
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Alla sepoltura di un giovine |
s.t. – III 37 |
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A una fanciulla |
s.t. – I 11 |
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A un cavallo |
A un cavallo – III 50 |
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Nuovo amore |
s.t. – I 13 |
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Del mio amore e dell’amata |
s.t. – I 12 |
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Desiderio di quiete |
s.t. – I 15 |
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Per una fanciulla |
s.t. – I 14 |
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Ad essa fanciulla |
s.t. – I 16 |
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Sopra un fazzoletto |
s.t. – I 17 |
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Ai sepolcri dei grandi italiani in Santa Croce |
In Santa Croce – III 49 |
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A me stesso |
s.t. – III 39 |
I Canti
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R57 |
P01 (per Levia Gravia) |
J91 (per Juvenilia) |
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A Ottaviano Targioni Tozzetti avvocato |
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A O.T.T. – II 25 |
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A una sposa |
Le nozze – I 13 |
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Dante |
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Prometeo – IV 58; Dante – IV 60 |
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A Giulio Partenio |
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A Giulio – II 34 |
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A Enrico Pazzi scultore |
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A Enrico Pazzi quando scolpiva il busto di Vittorio Alfieri e altri d'altri illustri uomini – J91, IV 63 |
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Agli amici comensali |
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Brindisi – II 29 |
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La bellezza ideale |
Poeti di parte bianca – I 14 |
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Alla beata Diana Giuntini |
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Alla B. Diana Giuntini venerata in Santa Maria a Monte – II 33 |
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Ultimo inganno |
Poeti di parte bianca – I 14 |
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A Febo Apollo |
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A Febo Apolline – II 27 |
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Per la processione del Corpus-Domini |
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Lauda spirituale – IV 64 |
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Agl’italiani |
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Agl’italiani – IV 62 |
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Saggi di un canto alle Muse |
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La selva primitiva – IV 57; Omero – IV 59 |
